Il Basket di Enrico Manna

 

Tony e Audie!

 

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Audie Norris stoppato dal grande Tony Kucoc a Parigi nella finale del 1991nella

 

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Soprannominato l' Airone di Spalato, Ragno di Spalato, Pink Panther, The Croatian Sensation, la sua carriera iniziò con i "monelli" della Jugoplastika Spalato, con Dino Rađa Con la maglia della Jugoplastika vinse vari campionati nazionali e tre volte la Coppa dei Campioni (1989, 1990, 1991). In seguito, nel 1991 passa alla Benetton Basket per una cifra milionaria. Alla Benetton rimase per due anni (con i quali conquista uno scudetto e una coppa Italia) formando un'incredibile accoppiata con Vinny Del Negro. Nella stagione 1992/1993, nonostante buone prestazioni nelle finali scudetto, la Benetton Treviso perde nettamente contro la Virtus Bologna targata Knorr e Toni Kukoč decide così di volare negli U.S.A. e precisamente ai Chicago Bulls. Kukoč era un'ala piccola di 2,07 metri (2,11 secondo i referti NBA) ma giocava tranquillamente in ogni ruolo del campo (era quello che oggi si definirebbe point - forward); realizzava, prendeva rimbalzi e forniva assist ai compagni. In relazione agli assist detiene ancora il record individuale di assist in singola partita. Per la precisione realizzò di media 21 punti, 5 rimbalzi e 6 assist la prima stagione e 19 punti, 7 rimbalzi e 5 assist la seconda.

Durante i mondiali Juniores di Bormio del 1987 stabilì il record di canestri da tre punti realizzati in una partita con 11/12 contro la compagine statunitense. Durante le Olimpiadi del 1992 giocò contro il Dream Team U.S.A. durante i gironi eliminatori e fu annientato da Pippen e Jordan i quali non apprezzavano tutto l'interesse che già i Bulls mostravano verso il croato. Ma la Croazia, guidata anche da Dražen Petrović, arrivò in finale e ritrovò gli U.S.A. La Croazia resistette un intero tempo contro il Dream Team che aveva battuto qualsiasi squadra e vinto sempre con un margine medio di oltre 44 punti.

Nel 1993 arriva la consacrazione: viene chiamato nella NBA, a far parte del roster dei Chicago Bulls dell'era Michael Jordan. Ma proprio in coincidenza con il suo arrivo Michael Jordan si ritirò nel 1993 e Kukoč si ritrovò immediatamente con grandi responsabilità in una squadra reduce da tre titoli NBA e priva della sua star principale e miglior giocatore NBA. Celebre la notte di Natale del 1993 in cui Phil Jackson assegnò l'ultimo tiro a Kukoč e Scottie Pippen si rifiutò di rientrare in campo. Kukoč realizzò la tripla e i Bulls vinsero la partita. Dopo un anno e mezzo Jordan rientrò nella NBA e i Bulls tornarono competitivi al vertice; vinsero infatti i seguenti tre titoli NBA (1996 - 1998) e Kukoč fu nominato miglior sesto uomo della NBA nel 1996. Rimase a Chicago per sei anni, dimostrando nell'ultimo anno di poter essere anche un ottimo realizzatore NBA (quasi 20 di media) ma non giocò più in squadre con ambizioni di vertice. Negli anni successivi passa prima ai Philadelphia 76ers, poi agli Atlanta Hawks e ai Milwaukee Bucks, dove conclude la carriera con un rendimento non sempre costante. Nel settembre 2006 annuncia il ritiro dai campi di gioco.

Con la nazionale Jugoslava conquistò la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Seul 1988 e il titolo mondiale nel 1990, mentre con quella croata ha vinto la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Barcellona 1992, dietro al Dream Team.

 

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foto Enrico Manna

 

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