Sono stato ospite di
Fabriano per moltissime volte, e i dirigenti di questa squadra (allora
Honky Fabriano) mi hanno sempre accolto con grande simpatia. Dopo questo
episodio le mie quotazioni sono salite ancora. In quel periodo ero inviato
da Aldo Giordani per Super Basket nei campi di Rimini, Forlì, Fabriano e
Pesaro, ma la città dove mi hanno apprezzato di più è stata senza alcun
dubbio Fabriano e per questa ragione ho sempre cercato di dare il massimo
per non deludere le loro aspettative, perciò di questo scatto ne sono
sempre andato fiero, perchè questa immagine ha aiutato una piccola città a
far valere il suo diritto, e ha anche aiutato un bravissimo arbitro (che
aveva visto giusto) che senza questo documento avrebbe solo fatto una
brutta figura!
Siccome la scansione è stata
fatta frettolosamente e poco chiara, riporto qua sotto il testo leggibile
dell'articolo sotto la fotografia:
- UN CLIC ECCEZIONALE-
Dopo la sconfitta del Banco
a Fabriano, ci furono roventi polemiche, e discussioni a non finire. Il
Banco aveva la palla, la giocava in attacco, fu servito (male) Wright, ma
il “folletto” in qualche modo controllò la sfera. Uno degli arbitri
decretò l’out. Apriti cielo! Tutto il Tevere, la Suburra, il Prenestino,
il Celio e il Palatino insorsero. La palla era buona, era giocabile, i
“tricolori” avevano subito un furto. Poteva essere, gli arbitri talvolta
sbagliano. Noi non abbiamo preso posizione. Adesso possiamo farlo. Perché
appostato c’era il favoloso Manna, il quale coglieva (a colori) il momento
decisivo della partita. Lo coglieva nell’istante che stabiliva il verdetto
finale. Guardate la foto: l’arbitro è a venti centimetri (cosa che il
“Fregnon Wall” di ogni latitudine non considera mai) e vede giusto. Wright
aveva i suoi sulla linea. Quiriti guardate la fetta! Anche Pasquino si
arrenderebbe alla realtà dei fatti davanti a un documento storico di
questa (rarissima) eloquenza. Fu un “clic” eccezionale, che siamo lieti di
porre alla meditazione di tutti. Noi sosteniamo da sempre che gli arbitri
fanno il risultato. Ma lo fanno attraverso le designazioni (governate da
potere votaiolo) non attraverso le loro decisioni. Che sono sempre oneste,
e spesso esatte. Come questa.