Il Basket di Enrico Manna

 

- Drazen Petrovic -

 

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----------24 ottobre 1988: Boston Celtics - Real Madrid 111-96----------

Il 15enne Drazen inizia la sua carriera come riserva del Sibenik, per poi diventare titolare l'anno seguente. Trascina pochi anni più tardi il suo piccolo club alla finale di Korac persa col Limoges.


Cibona Zagabria
A 20 anni, Mirko Novosel, coach del Cibona Zagabria in cui gioca il fratello di Drazen, Aza, lo convince a raggiungerlo nel team in quel momento campione nazionale. Negli anni precedenti, nelle coppe europee, il team di Cibona ha un record di 0 vittorie e 10 sconfitte. L'impatto di Drazen è impressionante. Nella lega Jugoslava segna 43,3 punti a partita, trascinando la squadra al titolo e conquistando 2 Coppe Campioni, 1 European Cup, 4 scudetti slavi, più varie coppe nazionali e titoli personali.
Real Madrid

Arriva al Real nel 1987, con un contratto di 4 milioni di dollari l'anno, una cifra per l'epoca assolutamente spropositata. Petrovic è ormai considerato il più forte giocatore europeo. A Madrid riprende ciò che ha fatto fino ad allora col Cibona.

Durante le due stagioni trascorse al Real, gioca una serie di 5 partite consecutive (con cinque vittorie di squadra) in cui totalizza 207 punti (41,4 in media a partita) e scrive nuovi record (ancora oggi imbattuti) come i 42 punti di gara-4 della finale scudetto e gli 8 assist di gara-2.

Nel 1989 il Real Madrid incontra nella finale di Coppa delle Coppe la Snaidero Caserta di Gentile, Esposito e Oscar Schmidt. I Madrileni vincono per 117-113 e Petrovic mette a referto ben 62 punti.

Dopo aver vinto l'Europeo 1989, trascina la Jugoslavia all'Oro ai Campionati del mondo di Buenos Aires.
Terminata la stagione 1989, sceglie l'avventura NBA, in un periodo in cui gli europei si contano sulle dita di una mano. Nella sua prima intervista a Sport Illustrated dichiara: "In Europa sono il più forte e ho vinto tutto. Non mi interessa continuare a vincere e a collezionare coppe. Cerco altre sfide e voglio dimostrare di poter giocare anche nell'Nba".[1] Va a Portland, squadra di Clyde Drexler, e al suo esordio riesce nell’impresa di arrivare in finale (persa con Detroit per 4-1). Tuttavia il clima attorno a lui non è dei migliori: alcuni suoi compagni pensano infatti che in campo sia troppo egoista. Perciò Portland lo lascia andare ai New Jersey Nets, dove la sua carriera in NBA vedrà una svolta significativa. Segna 20,6 punti per gara, tirando col 51% dal campo. In un'occasione Vernon Maxwell, guardia degli Houston Rockets dichiarò nel prepartita: "Deve ancora nascere un europeo bianco che mi faccia il culo…". [senza fonte] Drazen in risposta realizzò 44 punti.

La stagione successiva i punti diventano 23 a partita. Ormai Drazen è una stella riconosciuta anche dall'altra parte dell'oceano. Diventa leggendario per i suoi tiri da tre.

C'è anche la Nazionale, che Petrovic non snobba mai. Con gente come Radja e Arijan Komazec, la Croazia conquista l'argento alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992, perdendo solo in finale contro il Dream Team statunitense. È proprio l'anno successivo alle Olimpiadi che Petrovic prende la grande decisione: lasciare i suoi New Jersey Nets, con cui è in scadenza di contratto, per andare in una squadra da titolo. L'ultimo anno ai Nets lo ha consacrato infatti definitivamente tra i migliori giocatori della lega americana: pur non avendo ricevuto la convocazione per l'All-Star Game, viene inserito nel terzo quintetto NBA, primo europeo a riuscirvi e secondo non statunitense di sempre dopo Olajuwon.

Prima però c'è una gara di qualificazione da giocare con la Nazionale in Polonia.
L'improvvisa morte

Purtroppo a quella gara Drazen non arriverà mai. Durante il tragitto, muore in un incidente d'auto presso Denkendorf, in Germania, a soli 29 anni. L'Nba osserva il lutto su tutti i campi e New Jersey ritira la maglia numero 3. Per i croati è tuttora considerato un eroe nazionale, il personaggio-simbolo della loro giovane nazione. In Croazia, il 7 giugno è ancor oggi giornata di lutto nazionale.
                                                                                                                                                                               da...
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Pellicola KODAK GC 400

 

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foto Enrico Manna

 

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