Pagina dedicata a mio cugino Mario Chitaroni

29 Dicembre 2007

 

 


tutta la carriera di Mario su:

eurohockey - hockeydb

 

Mio figlio Manuel in mezzo ai cugini canadesi giocatori dei Vipers Milano: Mario Chitarroni, e Darcy Anderson dopo la partita 5a play-off vinta all'Agorà per 4-1!! Come si può interpretare dalla foto abbiamo trascorso una divertentissima serata!! Una bella occasione per festeggiare la vittoria, e per conoscerci.

Paolo Chittaroni il nonno di Mario, e di Darcy,  era il fratello di mia nonna Eugenia Chittaroni, (mamma di mia madre) ...facile no? :-))   


Mario con la maglia della nazionale italiana

 

Dean Chitaroni

il piccolo Dean Chitaroni :-)))

I goal delle Civette, i cori del Nucleo, le interviste ad Alberto Fontanive e Mario Chitarroni nell'ultima partita della sua lunga carriera nonchè ultima gara della stagione 2008/09 per l'Alleghe Hockey.

 

 

-fotografia dal sito ufficiale dei Vipers Milano-

 

Giovedì 10 aprile 2003 Dal "Corriere Adriatico"

Hockey: Chitarroni e Anderson: rimpatriata con Manna
I pesaresi di ghiaccio.

Ha giocato in linea con la leggenda Wayne Gretzky. Tra il 1992 e il 2001 ha disputato dieci Campionati del Mondo e un'Olimpiade. Ha militato per 8 stagioni nei massimi campionati canadesi e americani. E altri 6 in Germania. Ora, a 35 anni, punta alle Olimpiadi di Torino 2006. Nel frattempo, lo scorso 3 aprile, ha regalato ai Vipers Milano uno scudetto epico guadagnato battendo nella finale play-off l'Asiago. Qualcuno l'ha definito il killer del ghiaccio: lui ha risposto che l'hockey è fatto anche di colpi duri. Signore e signori, ecco a voi Mario Chitarroni, asso italocanadese ma di pesaresissime origini. "Sono nato a Toronto da genitori canadesi, ma i miei nonni paterni sono di Pesaro, dove ho ancora parenti.".. La parentela è quella con la famiglia Manna, del giovane centauro-calciatore Manuel Manna (che partecipa al Campionato Spagnolo e Mondiale 125, e contemporaneamente milita nel Real Montecchio in Serie D). Così, quando le "vipere" hanno ipotecato la finale play-off battendo in gara-5 all'Agorà l’Asiago, Manuel e babbo Enrico hanno improvvisato una "carrambata" (vedi foto) scoprendo pure di avere un altro cugino sempre dedito all'hockey milanese: Darcy Anderson. Entusiasmante, l'ultimo round della finale per il loro titolo: 3-2 ai rigori sull'Asiago, una partita caratterizzata da 5 minuti extra in cui le squadre hanno cercato la rete della vittoria trovando nei rispettivi portieri muri invalicabili. Così, quando l'estremo difensore Muzzatti ha parato il tiro di Lecompte, è esplosa la gioia dei tifosi milanesi. Più due pesaresi, chiaramente.


 


 


A 40 anni Chitarroni è sempre più SuperMario (06/01/2008)

Il più amato dagli alleghesi è ancora lui: SuperMario Chitarroni. Come 16 anni fa dopo al storica vittoria di Villaco. Quarant'anni suonati, ma con la voglia di scendere sul ghiaccio che ricorda i ragazzini impegnati nella finali dei campionati giovanili. In 25 partite ha già collezionato 25 punti (due meno di Harder), 17 assist (18 Harder), 8 reti (9 Harder). Nella statistica dell'Alleghe è quindi il secondo miglior giocatore: seguono con 19 punti Nicholas Bilotto (11 assist, 8 gol); con 13 Lino De Toni (6, 7) e Sundblad (9, 4); con 12 Jacobsen (6, 6), Lang (6, 6) e Fabrizio Fontanive (8, 4) e con 10 (5, 5) Daniele Veggiato. UN UOMO- Chitarroni, uomo e atleta. Lo vorrebbero tutti perché Mario è una garanzia, lotta dal primo all'ultimo minuto, funambolo del ghiaccio come nell'ultimo gol di sabato contro il «suo» Milano. Il numero 16, infatti, ha stupito il malcapitato portiere Szuper (nel terzo tempo sostituito da Della Bella), con quella mezza giravolta e un tiro imprendibile. Chissà cosa ha pensato il suo ex allenatore Adolf Insam quando al sessantesimo ha realizzato che il Brian nazionale ha chiuso la partita con un gol e tre assist. IL SINDACO- Mario ad Alleghe è talmente amato che qualcuno, scherzando, lo ha proposto come sindaco del paese. Ma c'è anche chi, senza scherzare, ha chiesto al presidente di metterlo sotto contratto, almeno per un anno ancora e poi chissà. Sarebbe un ottimo allenatore per tutti i giovani del vivaio agordino, ma queste sono solo ipotesi. Chitarroni mancava da Alleghe da oltre tre lustri, ma di lui non si è mai dimenticato nessuno. Ancor prima di settembre, prima quindi della sua firma, il protagonista della vittoria in Alpenliga del 1992 era stato premiato sul ghiaccio di Alleghe da Claudio Franceschini. Era successo lo scorso anno durante una partita Alleghe-Milano e in quella occasione un Mario commosso aveva lasciato intuire il forte legame con il paese in riva al lago. «È un giocatore eccezionale - disse in quella occasione Adolf Insam -. A quarant'anni riesce a tenersi in allenamento perché lavora e si impegna molto. Rispetto a un ventenne deve faticare tre volte di più, ma lo fa sempre molto volentieri». IL BOTTO - Nella partita di sabato Chitarroni ha fatto la differenza trascinando la squadra verso un'importante vittoria. Giovedì proverà a ripetersi sul ghiaccio dell'Agorà nel recupero della famigerata partita rinviata per la rottura della «rolba». I tifosi dell'Agordino lo hanno atteso per tutta l'estate e a settembre lo hanno accolto con uno striscione alle porte di Agordo: «Bentornato Mario», questo il saluto del Nucleo Disagiato. «Commovente - disse Mario - mi ha fatto un enorme piacere così come tornare in riva al lago e ritrovare i vecchi amici». E il merito di questo importante ritorno porta la firma del presidente Renato Rossi. «Diciotto anni fa venne al mio paese a farmi firmare il contratto - ha detto Super Mario - e da allora siamo amici. Da alcuni anni aveva iniziato a dirmi di chiudere la carriera dove avevo iniziato a giocare». Ad aprile ce la farai a smettere? «Devo - conclude Chitarroni - la mia vita continuerà e il mio lavoro non potrà più essere l'hockey. Per il bene della mia famiglia». Mirko Mezzacasa TRATTO DAL GAZZETTINO


Eterno Chitarroni: «Potrei restare» (18/03/2008)

È stato un periodo della mia vita molto bello, peccato che sia mancato un risultato finale che tutti auspicavano. Ad Alleghe sono stato accolto come Mario Chitarroni e per questo mi sono trovato molto bene. Anche mia moglie si è trovata bene. Fosse per lei si tornerebbe in riva al lago anche il prossimo anno. E poi tra due, tre, quattro e tanti anni ancora». Chitarroni: la leggenda. Nell'anno in cui è tornato a giocare nella terra che lo ha accolto a fine anni Ottanta, ha dato ancora tutto se stesso all'hockey su ghiaccio, ai suoi tifosi, a quanti continuano a volergli bene. Mario ha 41 anni e ha conosciuto davvero molte generazioni. Lo spirito è sempre quello di un ragazzino, la motivazione di un uomo che ha fatto dell'hockey un importante stile di vita riuscendo a farlo combaciare con la vita privata nel migliore dei modi. Di appendere i pattini al chiodo Mario non ne vuole nemmeno sentire parlare: tra una decina di giorni partirà con la nazionale, durante l'estate deciderà se tornare ad Alleghe. Lui avrebbe già deciso, ma attende le notizie da oltreoceano, per capire se sarà istituito il concorso per entrare nelle forze dell'ordine del Canada. «Ad Alleghe sono tornato volentieri. La mia presenza qui il prossimo anno è vincolata alla mia nuova professione. Attendo di entrare in polizia, ma se ci saranno i ritardi dello scorso anno vestirò di nuovo la maglia biancorossa». «Personalmente sono stato davvero bene - continua Super Mario - purtroppo la squadra non ha dato quelle soddisfazioni che molti si aspettavano. Non voglio trovare scuse, ma questa è stata davvero una stagione molto strana: prima il portiere, poi lo spogliatoio che sembrava la reclame di un reparto di ortopedia: Harder le costole, Lang il piede, Clarke il malleolo, Lorenzi la spalla, Lino De Toni il gomito e il tendine, Alberto e Nicola Fontanive il ginocchio e chi più ne ha più ne metta. Tanti infortuni davvero che hanno condizionato l'intero campionato». E oltre agli infortuni? «Sulla carta eravamo una squadra fortissima, ma spesso non abbiamo giocato come squadra. Abbiamo commesso tanti piccoli errori che abbiamo pagato partita dopo partita». Rimane però il fatto che siete stati eliminati per due reti «Purtroppo sì. Il Bolzano ha vinto per due gol di differenza. Sembra incredibile ma è vero. Il quarto di finale è stato deciso da episodi. Compreso quello dell'arbitraggio di Glauco Colcuc». Toni Iob ti ha deluso? «Iob non ha giocato male. Tutti ad Alleghe si aspettavano un giocatore che risolvesse ogni partita, ma non era questo il suo compito. È stato portato in riva al lago per aiutare la squadra, non per giocare da solo e raggiungere ogni sera un successo diverso».

Mirko Mezzacasa

La fotografia è tratta dal sito ufficiale dell' Alleghe

 

 

I goal delle Civette, i cori del Nucleo, le interviste ad Alberto Fontanive e Mario Chitarroni nell'ultima partita della sua lunga carriera nonchè ultima gara della stagione 2008/09 per l'Alleghe Hockey.


    

- foto di Enrico Manna -