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Il Basket di Enrico Manna
Larry Bird
Larry Joe Bird CANON F1 300 mm 1:2.8 pellicola EKTAR 1000 KODAK
Clicca su wikipedia per un approfondimento su questo grande giocatore americano Larry Joe Bird (West Baden Springs, 7 dicembre 1956) è un ex cestista statunitense. È stato un leggendario giocatore dei Boston Celtics nella National Basketball Association (NBA), con i quali vinse tre titoli. Considerato uno dei migliori cestisti di tutti i tempi, il più forte non di colore, Bird, insieme ai due rivali ed amici Michael Jordan e Magic Johnson, rivoluzionò il gioco nel corso degli anni '80, guadagnandosi il soprannome di "The Legend". Scelto come sesta scelta assoluta nel draft dai Boston Celtics, si alternò nei ruoli di ala grande ed ala piccola, a seconda della presenza in campo del compagno di squadra Kevin McHale. BiografiaIl liceo e la NCAA Bird nacque a West Baden Springs, Indiana, crescendo poi nella vicina città di French Lick, dove divenne una vera e propria stella della squadra di basket del liceo. Inizialmente si iscrisse alla Indiana University a Bloomington, ma lasciò ancora prima che la squadra dell'università giocasse la prima gara. Si era ritirato dalla grande Università perché si sentiva sperduto nel grande campus, non gli piaceva che ci fosse tutta quella gente; lui si sentiva solo un contadinotto di French Lick (come si soprannominò lui stesso, the hick from French Lick). Larry tornò a casa e si cercò un lavoro: guidò il camion per la raccolta dei rifiuti. Poi la pressione di amici e parenti lo convinse a ritentare la carriera, e si iscrisse alla Indiana State University. Bird guidò la squadra dei "Sycamores" della sua università fino alla finale del campionato NCAA del 1979, perdendo contro gli "Spartans" della "Michigan State University", guidati da Magic Johnson. Ancora oggi, quella partita del 1979 tra le università di "Michigan State" e "Indiana State" rimane la partita di college più vista della storia del campionato. Bird vinse il "Naismith Award ed il "Wooden Award", premi per il miglior giocatore di college dell'anno. Da allora la rivalità tra Magic Johnson e Bird diventò storica: un bianco dell'est contro un nero dell'ovest, una persona tranquilla e riservata contro una stella estroversa ed eccessiva, un giocatore in scarpe da tennis (le mitiche Converse All Star) contro il prototipo del cestista del futuro. La NBA: i Boston Celtics Bird, un'ala di 206 centimetri (6' 9"), riuscì ad affermarsi in tutti gli aspetti del gioco. Era, infatti, un ottimo tiratore, finendo spesso ai primi posti delle classifiche dei migliori tiratori da tre punti e di tiri liberi, e vincendo la gara del tiro da tre punti dell'"NBA All-Star Game" tre volte. In una, mentre tirava l'ultimo pallone, alzò le braccia al cielo subito dopo il rilascio della palla, quando ancora era lontana dal ferro, tanto era certo che sarebbe entrata. La sua media di punti a partita in carriera fu di 24.3 punti, con un massimo di 29.9 punti nella stagione 1987-88. Bird fu anche un ottimo rimbalzista, con una media di 10.0 rimbalzi totali (difensivi+offensivi) a partita, ma era conosciuto anche come un ottimo passatore ed assistman, media di 6.4 assist a partita, molto alta per un'ala. Oltre a tutte queste qualità, Bird si dimostrò efficientissimo anche in difesa, risultando tre volte nell'"NBA All-Defensive Second team" e concludendo la sua carriera all'ottavo posto assoluto nella classifica della palle rubate. Bird vinse tre volte l'"NBA MVP Award" (il premio per il giocatore dell'anno della NBA), partecipò all'"NBA All-Star Game" numerose volte e venne premiato "All-Star Game MVP" nel 1982. Vinse tre titoli NBA: 1981, 1984 e 1986. La miglior qualità di Bird è il suo carisma naturale: lui è un leader, e lo dimostra con i fatti. Primo ad arrivare agli allenamenti, ultimo ad andare via. Un esempio per i compagni. Molti sono gli aneddoti su questa sua qualità di guerriero, per esempio si ricorda di quando, schiacciati dai Lakers in una gara di finale, comunicò ai media che i compagni avevano giocato come signorine (sissies): ottenne l'effetto voluto. Il fatto che un leader silenzioso come Bird facesse simili esternazioni colpì a fondo il team, che nella gara seguente distrusse i losangelini sul piano fisico in una vera e propria battaglia. Quando la NBA impose un "salary cap", che limitava il totale degli stipendi di tutti i giocatori di una franchigia sotto un livello massimo, venne aggiunto un emendamento che permetteva ad una squadra di "sforare" per tenere un giocatore già presente nel roster, soprannominato "Larry Bird Rule". Il ritiro e l'oro di "Barcellona 1992" Bird annunciò il suo ritiro il 9 agosto 1992, dopo aver vinto un oro olimpico a Barcellona 1992, diventando una delle stelle del "Dream Team" originale, insieme, ancora una volta, agli amici Michael Jordan e Magic Johnson. La sua schiena era a pezzi; molte immagini tv ce lo fanno vedere disteso a terra proprio per lenire il dolore. Ma quando è chiamato a dare il suo contributo non si tira indietro, e regala momenti di spettacolo con tiri e assist. I riconoscimenti Dopo il suo ritiro, Bird venne inserito nella prestigiosa Basketball Hall of Fame, "tempio" del basket. Il suo numero di maglia, il 33, venne ritirato dai Boston Celtics. È stato incluso dalla NBA nella lista dei 50 giocatori più forti di tutti i tempi nel 1996. Il frontcourt (la linea d'attacco formata dal centro e dalle due ali) dei Celtics, formato da Robert Parish, Kevin McHale e Bird è stato probabilmente il più forte della storia della lega americana. Bird è anche considerato il più forte giocatore non di colore della storia, emergendo in un'epoca che, differentemente da oggi, vedeva pochi giocatori bianchi tra le file dei team NBA. Coach con gli Indiana Pacers Iniziò una nuova carriera nel mondo del basket allenando gli Indiana Pacers all'inizio della stagione 1997-98, vincendo addirittura l'"NBA Coach of the Year Award". Portò il team a tre finali della "Eastern Conference" consecutive e alle finali assolute nel 2000, uscendo sconfitta dai Los Angeles Lakers. Lasciò l'incarico di allenatore dei Pacers poco dopo il termine della stagione 1999-2000, nonostante le richieste dei fan della squadra entusiasti dei risultati raggiunti. Spinse per poter lasciare la squadra nelle mani del suo assistente e amico Rick Carlisle, ma nonostante tutto l'incarico venne dato ad Isiah Thomas. Il ritorno ai Pacers Nel 2003 tornò nuovamente dagli Indiana Pacers, questa volta come direttore sportivo della squadra. Una delle sue prime decisioni riguardò il licenziamento di Thomas ed il suo rimpiazzo con Carlisle come allenatore della squadra, costretto poi a licenziarlo alla fine della stagione 2006/07 a causa di scarsi risultati. Curiosità C'è un retroscena che va ricordato nei rapporti tra Bird e Isiah Thomas: negli anni del declino dei Celtics, a Est sta sorgendo la nuova potenza dei Detroit Pistons (bi-campioni nel 1989 e nel 1990), guidati proprio da Thomas e soprannominati Bad Boys per il gioco piuttosto ruvido (di cui è campione indiscusso Bill Laimbeer, il centro bianco di Detroit). Le lotte nelle Finali di Conference vedono spesso affrontarsi Celtics e Pistons. Il fatto: alla fine di gara-5 della finale della Eastern Conference dei play-off della stagione 1986-87 Dennis Rodman, un giovane rookie che avrebbe avuto una lunga carriera NBA, disse "Bird sarebbe stato soltanto un buon giocatore come tanti, se fosse stato nero". I Pistons avevano appena perso la partita con una giocata spettacolare proprio di Bird, erano frustrati ed essendo Rodman solo un rookie quasi nessuno prestò attenzione alle sue parole, sembrò solo una stupida sparata razzista del solito ragazzo di colore dal passato difficile. Tutto sarebbe finito lì se Isiah Thomas, la stella dei Detroit Pistons, non avesse detto che la pensava esattamente allo stesso modo. Al contrario di Rodman, Thomas in quel momento era l'icona di Detroit, il simbolo della franchigia, quasi alla pari dei due migliori giocatori dell'epoca, Bird stesso ed Earvin "Magic" Johnson. Da quel momento scoppiò una furiosa polemica che culminò quando l'NBA obbligò Thomas a volare a Los Angeles, dove nel frattempo i Celtics stavano giocando la finale NBA, ed a scusarsi pubblicamente con Bird. Larry Bird nella sua carriera è riuscito con i fatti a dimostrare che il suo livello di gioco è elevatissimo, e non dipende dal colore della sua pelle, piuttosto dalla ferrea volontà di migliorarsi cercando di giocare sempre meglio. Attualmente Larry Bird viene considerato il miglior giocatore bianco di basket di tutti i tempi ed il suo nome compare sempre quando viene stilata una lista dei migliori 10 giocatori di basket della storia. foto Madrid 88/89 testo tratto da wikipedia
foto Enrico Manna
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